Il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, si rendono necessarie al fine di preservare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore, considerato che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività.
Il datore di lavoro deve garantire condizioni di lavoro sicure e non eccessivamente stressanti, ovvero un ambiente di lavoro non nocivo per la salute dei lavoratori
Ecco cosa prevede la legge italiana e in quali articoli è riservata la comunicazione di norme speciali che disciplinano l’ambito in questione:
- l’art. 2087 del Codice Civile costituisce il primo riferimento normativo in merito alla sicurezza sul lavoro. Tale articolo obbliga il datore di lavoro ad “adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo le particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Dunque, le misure che dovrà adottare il datore di lavoro per garantire sicurezza dei suoi dipendenti dipendono dalla particolarità del lavoro (la specifica attività svolta), l’esperienza (il numero di anni che vede i dipendenti impegnati in una certa mansione) e la tecnica (il livello di progresso tecnologico raggiunto in ambito di sicurezza del lavoro);
- la Costituzione Italiana fa riferimento al tema della sicurezza sul lavoro, per esempio all'art. 35 (tutela del lavoro in generale) e all’art. 41 in cui si puntualizza che ogni iniziativa economica non può essere svolta in maniera da recare danno alla sicurezza umana e alla salute in generale del lavoratore, e che lo Stato si riserva naturalmente il diritto di controllare che ogni attività lavorativa sia svolta in conformità alle norme vigenti;
- l’art. 9 della Legge 300/1970 (meglio nota come “Statuto dei Lavoratori”), nel passaggio in cui si parla di “tutela della salute e dell’integrità fisica” fa riferimento all’applicazione di norme per la prevenzione di infortuni e malattie professionali e all’adozione degli strumenti per tutelare ogni diritto dei lavoratori sulla sicurezza;
- il Decreto Legislativo 81/08, meglio noto come “Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro”, rappresenta una guida in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro e tutto ciò a essa legato: le misure di tutela del sistema di sicurezza aziendale, la protezione dei lavoratori da ciascun rischio associato alle mansioni svolte, le procedure da adottare in caso di emergenza (ad esempio, le misure antincendio come la segnaletica di sicurezza, o quelle di primo soccorso da attuarsi prima dell’arrivo degli operatori sanitari), il rispetto degli standard ambientali, e in generale tutte le norme relative alla salute e alla sicurezza. Le principali misure applicate non solo ai dipendenti, sia privati che pubblici, ma anche a quei lavoratori autonomi che si ritrovano a lavorare all’interno di una certa azienda sono: valutazione del rischio (o dei rischi) relativamente a ciascuna attività dei lavoratori; gestione, amministrazione e riduzione dei rischi; attenzione particolare nell’utilizzo di agenti fisici, chimici e biologici negli ambienti di lavoro; controllo sanitario degli operatori; formazione specifica per lavoratori, preposti, dirigenti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; aggiornamento dei soggetti elencati nel punto precedente attraverso approfondimenti in conformità alle modifiche della legislazione sulla sicurezza del lavoro.
I lavoratori hanno poi diritto a fare ricorso alla Corte di Cassazione nel caso in cui si verifichino eventi come l’insorgere di una malattia, o in caso di assenza di attività aziendali che salvaguardano l’incolumità e la salute dei dipendenti.
Il mancato rispetto degli obblighi di legge da parte del datore di lavoro dà luogo a sanzioni amministrative e, in alcuni casi, penali (a meno che non si abbiano le prescrizioni dei reati).
Se queste condizioni non vengono rispettate potresti trovarti in una condizione di ⛓Sfruttamento Lavorativo.